E’ un edificio rurale raro nell'architettura della Villa Veneta perché distaccato dal corpo centrale della villa padronale. Il magazzino era destinato allo stoccaggio dei prodotti dei campi nella parte bassa e alla conservazione del fieno e delle sementi nella parte alta. L’appellativo "Canevon" deriva da grande caneva: il luogo fresco e asciutto deputato alla conservazione del vino, dei salumi, dei formaggi, della frutta e della verdura. Il magazzino agricolo sorge su un preesistente edificio, probabilmente una chiesa al tempo dei Benedettini, di cui rimane traccia sul timpano d’ingresso e sulle murature laterali. Attigua al Canevon troviamo una piccola abitazione contadina un tempo dimora del gastaldo.
E’ una costruzione tipica del paesaggio rurale che serviva per l'allevamento dei columbidi per diversi scopi, quali l'agricoltura, la concimazione dei terreni, la caccia e l'alimentazione. In epoche successive la torre colombara di Villa Ottavia è stata utilizzata anche come abitazione per i contadini.
La facciata principale presenta una scalinata che culmina in un portale d’ingresso architravato. Al piano superiore, il centro del prospetto è marcato da una trifora incorniciata da listelli scanalati in pietra tenera. Su alcuni tratti della facciata si intravede ancora la decorazione a semilune bianche e rosa della fine del XIX secolo. Il fronte occidentale verso valle si caratterizza per la presenza, all’ultimo piano, di un elegante loggiato scandito da cinque arcate poggianti su colonnine con capitello corinzio. All’interno la sala centrale passante al pianterreno era adibita a sala da ricevimento. Sul lato ovest, la grande cucina e la sala da pranzo; sul lato opposto una sala da musica e gioco con accesso diretto al giardino retrostante, e un salotto con pavimento in legno per i mesi più freddi. Al primo piano sei grandi stanze da letto e un grande salone con vista sul Mottolo. La soffitta-granaio all’ultimo piano con sette stanze era, invece, destinata alla servitù.
E’ un edificio rurale di servizio, tipico dell'architettura delle Villa Venete, destinato a contenere gli ambienti del lavoro agricolo. La Barchessa di Villa Ottavia è caratterizzata da una struttura porticata più simile ad un colonnato di un chiostro monastico che a un ambiente rustico. Presenta arcate a pieno sesto poggianti su colonne rastremate e voltate a crociera termina con una cappella, con finestre centinate ed edicola per gli oli santi. Entrambi gli spazi un tempo erano destinati alla vita monastica dei Benedettini come luoghi di passeggio e meditazione.
E’ un locale parzialmente interrato che si trova sotto il corpo centrale della villa padronale con ingresso dalla barchessa. Conserva intatta la volta, il pavimento in mattoni di cotto disposti a spina di pesce e il sistema di muretti e corsie inclinate utilizzato per far scorrere le botti in legno. Qui, secondo una leggenda familiare, i monaci avrebbero nascosto un fantomatico tesoro!
Collinetta su cui sorge il complesso di Villa Ottavia e che include un vasto appezzamento oggi a prato e bosco che domina la pianura sottostante con una splendida vista verso i colli Berici e le Prealpi. Elementi arborei tipici sono i monumentali Bagolari (Celtis australis L.) detti anche ”spaccasassi” per la loro spiccata capacità di radicare in terreni sassosi. Fino agli anni ‘70 vi sorgeva un “roccolo” per la caccia con reti per gli uccelli di passaggio.